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    August 08

    Il Violinista pazzo


     
    "IL VIOLINISTA PAZZO" DI FERNANDO PESSOA:


    Non fluì dalla strada del nord
    nè dalla via del sud
    la sua musica selvaggia per la prima volta
    nel villaggio quel giorno.
    Egli apparve all'improvviso, nel sentiero,
    tutti uscirono ad ascoltarlo,
    all'improvviso se ne andò, e invano
    sperarono di rivederlo.
    La sua strana musica infuse
    in ogni cuore un desiderio di libertà.
    Non era una melodia,
    e neppure una non melodia.
    In un luogo molto lontano,
    in un luogo assai remoto,
    costretti a vivere, essi,
    sentirono una risposta a questo suono.
    Risposta a quel desiderio
    che ognuno ha nel proprio seno,
    il senso perduto che appartiene
    alla ricerca dimenticata.
    La sposa felice capì
    di essere malmaritata,
    l'appassionato e contento amante
    si stancò di amare ancora,
    la fanciulla e il ragazzo furono felici
    di aver solo sognato,
    i cuori solitari che erano tristi
    si sentirono meno soli in quel luogo.
    In ogni anima sbocciava il fiore
    che al tatto lascia polvere senza terra,
    la prima ora dell'anima gemella,
    quella parte che ci completa,
    l'ombra che viene a benedire
    dalle inespresse profondità lambite
    la luminosa inquietudine
    migliore del riposo.
    Così come venne andò via.
    Lo sentirono come un mezzo-essere.
    Poi, dolcemente si confuse
    con il silenzio e il ricordo.
    Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
    morì la loro estatica speranza,
    e poco dopo dimenticarono
    che era passato.
    Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
    poichè la vita non è voluta,
    ritorna nell'ora dei sogni,
    col senso della sua freddezza,
    improvvisamente ognuno ricorda-
    risplendente come la luna nuova
    dove il sogno-vita diventa cenere-
    la melodia del violinista pazzo.