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    September 30

    SCOTTANTE VERITà

    Buonasera a tutti...

     

    Sono dunque pronto a rivelare la scottante verità che il mondo da secoli ormai ci nasconde... In molti hanno cercato di fermarmi, ma tutti hanno fallito.. Vi rivelerò, passo dopo passo, tutte le false verità che i nostri Avi ci hanno insegnato, e che si son rivelate poi semplici menzogne, nate con il puro scopo di sviare l'attenzione dalla realtà, e di render più dolce l'amara pillola che in questa terra ogni giorno ingurgitiamo...

     

    Ebbene... Parlerò...

     

            LA VERA STORIA DI ISAAC NEWTON

     

    Nato il 25 dicembre del 1642, Isaac Newton fu terribilmente turbato dalla data della sua nascita.. Sentendosi in qualche modo discendente del Messia, all'età di 5 anni, tentò più volte il suicidio, tramite impiccagione sul so albero preferito, un melo nel giardino della sua imponente dimora...

    E fu proprio sotto i rami di tal Melo che Isaac crebbe, tra droghe ed alcool, troppo depresso poichè ancora attaccato ad una connessione a 56k, per rispamiare...

     

    Ma di questo già tutti sappiamo fin troppo... Poichè, miei cari lettori, la menzogna arriva dopo...Quando cioè Isaac aveva appena compiuto 33 anni, e cioè nel 1675..

    Fu quello l'anno del famoso evento della "mela"... Ebbene... è proprio qui che accadde il misfatto!

    Tutti vogliono farci creder che Isaac stesse riposando sotto il melo, quando un dlce frutto gli cadde sul capo.. La leggenda vuole che grazie a quell'evento Newton ebbe l'ispirazione della legge sulla Gravitazione universale.. Ebbene mai PIù GRANDE MENZOGNA FU INVENTATA! Vi narro ciò che accadde:

     

    25 aprile 1675, Isaac Newton si trovava sotto il suo albero preferito, a mangiar funghi fritti fritti fritti, e a scorreggiar liberamente, rimembrando alle leggi sui Fluidi di Archimede, Stevino e pascal, tre barboni, suoi contemporanei, che amavano passar le giornate nella celebre Locanda Il Ritrovo(MESSAGGIO PROMOZIONALE)il posto più felice della contea...

    E mentre Newton mangiava, accadde quello che accadde... Un miscuglio aeriforme troppo forte scosse il terreno, e fece sussultare l'albero.. Da questo cadde una rossa e succulenta mela, che cadde proprio sulla testa di Newton.. Essendo l'albero millenario, e cadendo quindi da ben 35 metri di altezza, la mela si sfrantumò sul capo di Isaac... E, ahimè, la testa stessa di Isaac si sfrantumò al contatto con la mela..

    tutto avvenne in un momento:

    Commozione celebrale;

    Emorragia interna;

    Morte...

     

    Questa è dunque la vera storia di Isaac Newton, tossico e petomane...

     

    Fat ebuon uso della verità, poichè la verità è l'arma più pericolosa del mondo, per i vostri avversari, ma soprattutto per voi...

     

     

     

     

    September 10

    CANTATA DELLA NOTTE BIANCA

     CANTATA della Notte Bianca
    Testo: LucaKINNMUORE
    Storie ed eventi:  LucaKINNMUORE, PUKKS, GIULIANO, MarioIRLANDESE, JIMMY, AZIZ,Un ALbanese,DUE CASERTANI, BARBARA, MENA, IVAN, TRILLO, SARA, MIKELINO, Ntonj Tà, O'MAST, GENNARO, MODENA CITY RAMBLERS, PUSHER DELLE DDUE, UN PASSANTE, UN TESTIMONE DI GEOVA,GEREMIA IL CONTROLLORE DELL'EUROSTAR...
     
     

    Accadde dunque il giorno dell'otto
    Che Noi quattro impavidi partimmo per Roma
    Senza biglietti, zenza cappotto,
    ma già totalmente in COMA..
    Con Giuliano e la Punessa
    Mario lipar l'Irlandese
    noi in cor come una messa
    partimmo così..Senza pretese..
    I primi Joint saltaron subito
    alla stazione di Madonna dell'Arco
    e già allora cominciò il primo dubito
    se saremmo mai giunti, ove fu imperator un certo Aurelio Marco!
    Giungemmo al Garibaldi
    E giuliano andò a far scorta
    Ma giunse troppo tardi
    ed il tren dinnanzi a noi ci sbattè la porta
    E giuliano e Pukks, intelligentoni,
    non si eran persi d'animo..
    a cercar gli Joint, quei coglioni,
    invano a lungo continuarono...
    Prendemmo infine il Treno..
    Fu carino e divertente
    Era davvero pieno
    c'era sol un col biglietto...Che Demente!
    Ed Incontrammo altri personaggi
    Aziz, cuore impavido
    Eran davvero tutti saggi
    e sol uno era un pò avido..
    Non conosco il suo nome
    era Albanese e ci provò con giuliano
    Ci seguiva dall'inizio del Pome
    forse voleva derubarlo, o metterglielo nell'Ano..
    Comunque sia, tale verso è dedicato
    invece a Jimmy, il nostro jamaicano
    simpatico, e tanto tanto drogato
    quando c'era lui, era tutto esplosivo...Come il Propano!
    Ma A Roma infin giungemmo
    dopo aver passato ore nel cesso
    dove andar subito chiedemmo
    Giuliano invocava"fumo, Birra e Sesso!"
    Arrivammo nella piazza dell'appuntamento
    E quella fu la svolta della sera
    sotto un ottico, ma con due, trovarlo fu un tormento
    ma sotto c'era Barbara, non per finta, quella vera!
    E con lei trovai gli altri amici
    Mikelino, ivan, Sara e Trillo,
    e Mena, come un mese prima, sul tamigi,
    Tanti abbracci, una rimpatriata da sballo!
    Ma con loro il tempo fu poco
    poichè io e Barbara li perdemmo,
    cercammo allora un altro Loco,
    di andar a veder i Modena, l'idea avemmo!!
    così partimmo, e trovammo altri miei cari
    O' MAST, Gennone e la sua ragazza
    momenti in cui Ntonj Tà compra un biglietto son rari,
    e la tipa di gennone spese 70 cents per un cesso..Che pazza!
    MA ripartimmo solo io e Barbara, nuovamente
    Stavolta eravamo sicuri di giunger a destinazione
    e ci riuscimmo, audendo suoni conosciuti dalla mia mente
    il Concerto era iniziato già da molto.. Dannazione!
    Ma il problema fu un altro
    eravamo troppo lucidi per un concerto
    Allora io che son davvero scaltro
    riuscii a trovar un bar aperto!
    E comprammo due bottiglie di vino rosso
    e lì fu un'altra storia
    I modena di fronte e Barbara affianco, ancor son commosso,
    a rimembrar la sensazione pien di gioia e gloria
    Ed un pò pogammo, e tanto ballammo
    dell'Orso bear le coreografie
    molto bevemmo e ci divertimmo
    e cantammo canzoni contro tutte le mafìe
    così mentre 100 passi percorrevan la mia mente
    saltando e cantando felici
    vecchi ricordi in un sol frangente
    ed io quella notte avrei voluto metter radici
    E in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta
    cercavo qualcosa ed ho trovato il raffreddore
    cercavi erba ed in me ti sei imbattuta
    Ed erba a preti chiedemmo senza pudore.
    Finito il concerto uscimmo dal mucchio
    con un sorriso molto carino
    lasciammo trascinarci dal roman cocchio
    biga a due cavalli, uno l'erba, l'altro il vino
    e dopo aver ancor più bevuto e ancor più fumato
    e di grande amicizia poche logiche cose
    dopo aver ad un passante il piscio rubato
    del ber, fumar eccetera eccetera rincarammo la dose!
    Ma fu in quello stesso momento
    Che vidi i miei error in un'istante
    Che vidi i miei error con sgomento
    di una stronzata tracotante!
    Ma problema non fu più gradito
    anche poichè il ricordo è sbiadito
    dal sangue il vino è ormai svanito
    dai ricordi rapito, dalle azioni tradito
    E poi facemmo quel per la notte
    sarebbe stata la cosa più dolce
    Cara Flora, se ti rivedo son Botte,
    Barbara ti ha battuta, vendetta ti torce
    il suo caldo e rosso vomito
    inondò il mio  verde pantalone
    ed io rimasi attonito
    e in quel momento mi sentii un adone
    e vomitò e vomitai
    la notte passò in tal modo
    "Cosa avevate, io Vi aiutai!
    Son un passante, acqua vi porto, e in questo ci godo"
    Così avemmo aiuto e ausilio
    Il vino ci fece tanto soffrire
    nella città di Numa pompilio
    chiedemmo un posto per dormire
    Chiamammo Sara, romana eccellente
    e lei ci disse "non posso venire"
    ma con voce assai suadente
    "a villa borghese vI potete assopire"
    E dunque ci andammo barcollando
    tanta gente incontrando
    a lungo ancor delirando
    ma giungemmo sorridendo
    ed a villa borghese noi dormimmo
    come barboni incalliti
    di far stronzate la finimmo
    l'alba attendemmo, dal vin rapiti
    ma poi dovemmo risvegliarci
    il sole splendeva già su nel cielo
    ancor tutti fatti dovemmo alzarci
    andammo via dal ripar alber di melo.
    E facemmo colazione
    e decidemmo di tornar a casa
    ma ciò divenne un'operazione
    a dir poco poderosa
    Dopo un grande cappuccino
    ed un cornetto plasticoso
    anche se era buon mattino
    mi sentivo canuto e rugoso
    tornammo dunque alla stazione
    e vedemmo come fare
    ancor mi sentivo un pò coglione
    ed ella a casa volle tornare
    e chiedemmo ad un passante
    snello alto ed aitante
    e chiedemmo ad un passante
    lui ci spiegò tutto tracotante
    E dopo averci per ben spiegato
    dove andar per la tiburtina
    questo passante ci provò a vender
    la sua religione remunerativa
    "vieni da Geova solo lui sa, ti aiuterà
    Vieni da Geova, non sentir di Darwin le leggi
     e se tu gli crederai, egli di certi ti salverà
    se deciderai di esser pecora, delle sue decin di greggi"
    ma il tempo passò così in fretta
    che non riuscimmo a ridergli in faccia
    così lo ringraziammo senza dar retta
    e a Tiburtina dammo la caccia
    ma infine noi la trovammo
    bastava solo andar alla metro
    e solo allora ci salutammo
    poi me ne andai per il restro
    e mentre ancor percorrevo la strada
    e mi immaginavo come tornare
    un piffero in tasca per una bravata
    aveo immaginato, a lungo andare
    infine trovai il primo treno
    che a casa mia mi portava
    senza biglietto, col fegato pieno
    non sapevo come sarebbe andata
    e mi chiusi immediatamente
    dentro ad un pulito cesso
    senza saper minimamente
    se era x donne, o x l altro sesso
    e ci rimasi x un'ora intera
    e quando giunse il gran Geremia
    il controllore che con aria severa
    con quella sua faccina pia
    voleva aprirmi la portiera
    ed io risposi, cagato sotto
    "il bagno è occupato"
    lui rispose, ciotto ciotto
    "chiedo scusa, sarò perdonato?"
    ed infine perdonato fu
    poichè mai più in bagno tornò
    ed io rimasi ancor lì dentro
    fino a ke a Napoli il tren ritornò..
    Qui si conclude la Mia ballata
    spero vi abbia fatto divertire
    so che vi ho spiegato la mia serata
    che mai riuscrirò a dimenticare
    ed oggi invoco i miei ricordi
    Scappate, sparite!
    mai più ritornate!
    ed allora io ricorderò
    di quando Barbara mi lasciò
    e non so se più la rivedrò,
    ma sì son certo, che se ti perdi
    ancor in soccorso io giungerò...
    Ed in quel giorno di pioggia che ti ho conosciuta
    come sempre tu ti eri persa, e din me ti sei imbattuta
    e quel giorno di pioggia che ti ho conosciuta
    non sapevo cosa fossi.. e non lo neanche ora
    Così concludo la mia ballata
    spero proprio vi sia piaciuta
    era il modo più bello e semplice
    più di una telefonata, da te odiata e temuta...