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Ferraro Luca

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KINNMUORESIRIVEDE

scritti poco seri per persone poco serie
9月8日

APOCALIPTON CAP10

 
CAPITOLO 10
 Digressione a Tarpum Bay
 
 
<Sei in ritardo>
<Non prendermi in giro... Il concetto di tempo è esclusivamente umano... La vostra gente non potrà mai comprenderlo>un sorriso si apre tra la folta barba bianca<e poi sai bene che la mia isola dista 5chilometri da Eleuthera, e affaccia sulla costa opposta... E che una volta raggiunta la spiaggia rosa devo farmi almeno un chilometro e mezzo a piedi prima di arrivare a Tarpum Bay.>
Tarpum Bay è una località dell'isola di Eleuthera, nelle Bahamas. L'isola è caratterizzata dalla sua forma sottile e longilinea, che al centro si restringe formando una sorta di istmo, per poi allargarsi agli estremi. I puritani che nel 1648 colonizzarono Eleuthera la chiamarono l'Isola farfalla proprio per la sua forma.
Il vecchio si avvicina al suo interlocutore; ha degli infradito color senape che affondano nella sabbia e riesce a malapena a camminare, con difficoltà trova il modo per sederglisi accanto. Il colore del mare si confonde con quello del cielo; è una bella giornata, e l'aria è così limpida che all'orizzonte si riesce a scorgere la costa di New Providence.
L'interlocutore del vecchio ha lo sguardo fisso verso il mare; c'è una bambina dai capelli castani che gioca sul bagnasciuga, proprio davanti a loro, ma l'interlocutore sembra non vederla neppure.
<Hai ragione...Non so nemmeno che vuol dire essere in ritardo>ghigna<però a quanto capisco dalla tua risposta, ho inconsapevolmente ragione... Ho avuto fortuna, questa volta>
Il vecchio osserva la bambina mentre dice<La fortuna non c'entra nulla... Per un freddo calcolatore come te, conoscendo il cammino che ho dovuto fare per arrivare fin qui, non deve essere stato difficile immaginare che avrei impiegato parecchio "tempo", anche se naturalmente non capisci il concetto in sè>la bambina è cascata a terra travolta da un'onda particolarmente violenta, e ora si massaggia il capo con aria imbronciata. Il vecchio sorride guardando la scena.<Calcolare ogni particolare è totalmente diverso dall'avere fortuna. Non è come giocare a dadi>
L'interlocutore scoppia a ridere. La risata è priva di qualsiasi sentimento.
<Sempre ad insegnarmi cose... E sempre ad insultarmi! Anni fa non mi avresti mai chiamato "freddo calcolatore"... Anzi, ti divertivo... Ti piacevo>Per la prima volta il suo sguardo si stacca dall'orizzonte per rivolgersi verso gli occhi del vecchio, contemporaneamente il suo braccio sinistro si volge ad accarezzargli il ginocchio abbronzato e rattrappito.
L'uomo sorride<mi piacevi proprio per questo. Non lasciavi mai nulla al caso, e dopo anni ogni cosa che mi dicevi si è rivelata reale... Tutto... Anche il fatto che io sarei invecchiato, mentre tu saresti rimasto quello di sempre.>Appoggia la sua mano su quella del suo interlocutore e resta in silenzio. Dopo qualche secondo torna a guardare la bambina.
<Sta crescendo in fretta, ed è anche bellissima! Non mi aspettavo sarebbe uscita così... Insomma, piacerà a tutti gli uomini che incontrerà da grande, questo è sicuro>
<Ciò è naturale. Fare il padre ti ha forse fatto dimenticare il motivo per cui è stata creata?>
<Non parlare così di mia figlia. Solo perchè tu non sei in grado di capire... Non significa che puoi giocare con i sentimenti. E poi Sonia dovrà piacere ad una persona sola, così mi avevi detto. Mi aspettavo qualcosa di più... Umano>
L'Interlocutore ancora una volta scoppia a ridere<Parli come se non sapessi cosa è in realtà>
<è mia figlia>
<Non sono qui per farti innervosire, quindi calma. Anche per la nostra evoluta mente sarebbe risultato impossibile calcolare con precisione i gusti fisici del ragazzo; e visto che il rischio di sbagliare era troppo elevato, creare un'umana universalmente "bella" è stata la scelta ponderata meglio attuabile. è logica, dovresti comprenderla>
Con un'aria di profonda rassegnazione, il vecchio si alza.<Suppongo che questa è l'ultima volta che ci vediamo, vero?>
<Non sbagli. Non posso più tornare qui. L'unico posto dove sarei al sicuro è la tua isola... Ma è ricoperta di Thè, e sai bene che morirei all'istante solo mettendoci piede. Oltretutto nel momento dell'attacco io dovrò necessariamente trovarmi su Nibiru, affinchè tutto funzioni. Piuttosto, su questo foglietto ci sono le ultime cose che devi fare perchè il piano sia completato. Ricorda di rispettare ogni minimo particolare, a cominciare dal giorno in cui Sonia dovrà essere trasferita a Firenze. Non sbagliare... Tutto dipende da te>anche l'interlocutore si alza. Per un istante il suo sguardo si posa sulla bambina. Immediatamente però si gira per incamminarsi dalla parte opposta.
Il vecchio fa segno alla bimba di avvicinarsi, poi, grida<Ehy... è stato un piacere conoscerti... Grazie>
L'interlocutore sorride subito prima di sparire tra le palme che cingono la spiaggia.
<Chi era quell'uomo papà?>la bambina è ormai arrivata a pochi metri dal vecchio, che le sorride e la stringe a sè;
 <Andiamo Sonia. Abbiamo finito a Tarpum Bay... Torniamo a casa>
 
7月13日

APOCALIPTON CAP9

PARTE SECONDA
 
Ritorno
 
 
 
 
 
Sono vivo!
Riesco a muovermi... Provo dolore dappertutto, ma almeno provo qualcosa!
Sono steso sul tetto dove quel maledetto figlio di puttana mi ha rivelato la sua vera identità... Sono stato davvero imbecille, mi sentivo così solo da preferire la compagnia del mio nemico al completo silenzio... mi stava bene morire...
Eppure sono vivo! Non so perchè, tutti quegli orribili, sfocati ricordi prenderanno forma nella mia mente più tardi... Ora ho altro da fare...
Appoggio la mano destra sul pavimento e provo a farmi peso su di esso. è allora che sento quel dolore lancinante... Avevo già sentito una cosa del genere: la prima volta mentre Sonia veniva disintegrata; poi di nuovo in altre occasioni, ma ora è diverso; ora sento che parte dal centro della mia mano, e si estende verso il mignolino. è come se tutto il lato destro del mio arto sia fatto di fuoco, allora mi accascio di nuovo a terra, alzo la mano e vedo cosa c'è che non va. E scopro che tutto non va...
Al posto del mignolo c'è qualcos'altro. Sembra un dente di tricheco, ma è molliccio come una carota lessata, e ogni volta che ondeggia la mia mano brucia come l'inferno.
Grido di dolore e di rabbia, non posso farci niente; è evidente che si sono voluti prendere il mio mignolino.
Resto per qualche secondo in silenzio a mugugnare. Sicuramente quelle merde mi stanno guardando, e ridono e mi scherniscono. E magari giocano a Monopoli e usano il mio povero mignolino come segnaposto. Maledetti... Non posso restare qui.. Devo andare... Devo trovare le persone come me...
La mano sinistra è illesa e riesco ad alzarmi.
è il tramonto a Firenze, la luce è rossa ed invade tutta la città di calore. Dal tetto del palazzo riesco a vederla tutta. è la prma volta che osservo la mia prigione con occhi fermi. Ti ringrazio Firenze per avermi accudito... Ma ora devo andare
3月25日

APOCALIPTON CAPITOLO 8

Puoi girare il mondo... Al tuo ritorno, ti troverai sempre nella città più emozionante di tutte.
Sono steso su un letto matrimoniale, nella stanza più grande e bella del Bed & Breakfast Duomo. Dalla finestra il sole si è fatto di quel colore rosso che inonda tutto l'arredamento; è ormai giunta l'ora del tramonto a Napoli. Oltre alla luce, dalla finestra entra anche il brusio del traffico di via Marina, ma non ci faccio caso. La mia attenzione è tutta impegnata nell'accarezzare la pelle di Sonia, dalla fronte, giù sul collo. Lei mi sorride mentre con la mano le sfioro la pancia, ormai già diventata bella grande. l'atmosfera è molto romantica, la guardo negli occhi, sorridiamo, poi le faccio <ma tu chi sei? Compari dal nulla, e in un attimo tutte le mie paure crollano, svaniscono... Eppure continuo a non conoscere la tua storia..>entrambi sorridiamo guardandoci. Io continuo ad accarezzarle il viso. Restiamo così, x un secondo, o un'anno..Chissà... Poi mi dice con la sua solita tranquilla voce <So di essere ciò che ti completa, e tu sai benissimo quanto tu completi me... Entrambi scappavamo da qualcosa, ci siamo conosciuti in una maniera assolutamente fortuita, entrambi lontanissimi dalle nostre città natali, entrambi sfiduciati da qualsiasi essere umano che non fosse noi stessi... Eppure ci siamo conosciuti, ci amiamo, aspettiamo un bambino. Tu vorresti sapere in che modo possiamo permetterci una camera d'albergo in ogni città d'Europa, o semplicemente un biglietto del treno, o un panino per strada. Forse te lo chiedi dal primo giorno in cui il mio sguardo ha incrociato il tuo il motivo per il quale una ragazza come me girovagasse senza una precisa meta.. Eppure non hai fatto domande.. Mi hai seguita, mi hai amata fin da subito, e mi hai stretto forte quando ti ho detto che dentro di me c'è tuo figlio. Non sono comportamenti ragionevoli per ragazzi della nostra età, ma sono comportamenti ragionevoli per noi... è un comportamento ragionevole che tu mi abbia seguita, così come è un comportamento ragionevole che tu mi faccia ora questa domanda... E se vuoi ti risponderò...

Se ti va tuttavia puoi attendere il nostro prossimo viaggio, seguirmi a Firenze, entrare in quella che una volta era casa mia.. E scoprire la mia storia.>

sorride

< Magari intanto puoi pensare che io sia..Non so.. Un'alieno.>E scoppia a ridere. Io resto allibito da queste sue parole. Rido anch'io, poi la bacio, poi sorrido e le dico <Per me ciò che conta è non separarci mai... Anche se tu fossi.. Non so.. E.T. non potrei non incrociare più il tuo sguardo, o avere un contatto con la tua pelle... Non ci separeremo mai... Mai...>
Mai... Questo è ciò che la mia vita mi spinge a fare, non separarmi da Sonia... L'ho giurato... Non resterà sola...

Mai...

10月28日

APOCALIPTON CAP7

La mattina più importante della mia vita è iniziata in questo modo: Mi sveglio, scendo dal letto che ho faticosamente portato nella casa in cui vivo, mi guardo attorno e non c'è nessuno... Allora scendo per la strada. Niente. Inizio a gridare, grido con tutta la forza che ho in corpo, ma nessuno risponde. Allora mi siedo sul ciglio della strada ed inizio a piangere. Un fischio, mi giro, lo vedo. è Venerdì! è vivo! Sta sul tetto di un palazzo a guardarmi, sorridente. Faccio una corsa su per le scale del palazzo e arrivo su in cima. Lo trovo al centro del quadrato che compone il tetto. Sorride, io mi avvicino e dico <Che diavolo ci fai q..>
<è finita oramai> Per un attimo lo guardo allibito, poi capisco tutto. Abbasso lo sguardo, lui sorride ancora.
<Chi sei tu in realtà, Venerdì?> gli chiedo.
<Tu sai cosa sono, lo sai da tempo. E nonostante questo, hai continuato a darmi da mangiare, parlarmi. Avresti potuto cercare di uccidermi... Avresti fallito e a quel punto io avrei ucciso te. Sei stato geniale nella tua stoltezza> scoppia a ridere, una risata fredda, priva di divertimento, priva, anzi, di qualsiasi sentimento. Poi continua, con il suo sorriso che mi raggela il sangue<Vi studiamo da millenni, eppure non capiremo mai il modo incontrollabile in cui sprigionate questa vostra debolezza. Tu mi hai voluto bene, hai ascoltato in silenzio le mie parole tutte le notti. Ogni volta che pronunciavo il nome Sonia, invece di tentare di uccidermi, ascoltavi. Che inutile spreco di tempo.>Il suo sorriso si infrange, trasformandosi in un'espressione di enorme disgusto.<Ma ciò che conta è che morirai, ora. Morirete tutti. Non meritate questo pianeta che Noi vi abbiamo concesso più di un'inutile ameba.>Scoppia a ridere di nuovo. Io alzo lo sguardo e, seppur tremando, dico con la voce più calma che riesco a fare <Moriremo tutti? Stai dicendo che non sono rimasto... Solo?>
<Povero sciocco. I tuoi esseri sono molto più vicini a te di quanto immagini. E nel luogo in cui credi non ci sia più nulla.>La sua risata si fa sguaiata mentre dice<saprai di essere stato a poche centinaia di chilometri dai tuoi pari poco prima di morire... Napoli, Piazza del Gesù... Sporchi esseri che si rifiutano di morire e restano chiusi nei palazzi sotterranei.. Ma tranquillo.. Mentre noi qui parliamo, altri esseri superiori come me si sono infiltrati tra  loro, e preparano la loro disfatta. Morirete tutti.>Le ultime due parole me le dice con voce calma, fredda. Ha smesso di ridere e mi guarda negli occhi, ancora più disgustato. Io intanto penso a quella piazza.. quella dannata piazza. Ci sono dei sopravvissuti dunque! Non faccio in tempo a pensare ai miei amici che lui grida <è il momento, schifoso essere.. Muori!>Dall'alto una luce accecante ci investe.. Vedo tutto bianco, poi sento a poco a poco sfibrarmi tutto, come fossi una pezza vecchia. Poi buio.. Tutto buio.. Ho fallito.. Non sono sopravvissuto.. Sono morto.
Fine...
 
10月12日

APOCALIPTON CAP 6

è incredibile quanto una donna possa far effetto su di te. Un giorno vivi in una catapecchia a Barcellona, e neanche tre mesi dopo sei a  Vienna, con la ragazza che hai conosciuto nella bettola dove prendi il tuo thè abituale. Sonia è tutto. Sonia è pura come l'acqua, dolce come nessuno lo è stato con me. Ha quel filo di pazzia che le da quell'animo bellico, rude. Ma allo stesso tempo il suo corpo è intrinseco di amore, che rilascia da ogni poro della sua pelle. Vienna è una città orribile, ma con lei prende una piega ben diversa.. Il tipico paesaggio lugubre svanisce e si illumina al suo passaggio. L'mponenza dei palazzi imperiali si ridimensiona...
 Tutto sembra più basso di Sonia.
Un giorno siamo nella nostra lussuosa stanza d'albergo, che lei è riuscita ad avere con un documento falso e una montagna di soldi che chissà dove ha preso. La stanza è ampia, ed è la rappresentazione esatta della superbia di colui che la progettò. Il letto è enorme, e sul fondo della parete è dipinto un grande Tritone, con il suo tridente rivolto verso il cielo, o il pelo dell'acqua, qualunque cosa esso sia. Lei è rivolta di spalle. Ha di nuovo quel suo vestito rosso, quello del giorno del bar, il vestito delle grandi occasioni.
Io la guardo e sorrido, poi le chiedo < Cosa c'è?>
Lei si volta e mi stringe in un abbraccio così forte da spezzarmi il fiato. Dai suoi pori esce amore, ed io ne resto estasiato. Sonia mi guarda, spostando con la mano destra un mio ciuffo i capelli ribelli. Poi sorride, e con la voce più dolce e profonda che abbia mai sentito, mi dice <Aspetto un bambino>
 
 
Ho 17 anni, ed ho creato la vita 
 
 
10月9日

Sgnora Patria

Avevo quattro figlie nate dai solchi di questa terra mia
ma il destino avverso un giorno me le ha portate via.
I loro nomi Amore, Pace, Giustizia e Libertà,
tradite dalla vita che ormai è tanto tempo fa.

Avevo quattro petali di rosa dentro al mio giardino
che persero il loro stelo nel freddo di un mattino,
quando entrarono Vizio e Denaro, venuti da lontano,
a violentare i loro sogni, a strapparglieli di mano.

Ora mi rimane solo il ricordo che si perde in un giardino sfiorito,
in una grande angoscia nel cuore per le notizie che ho sentito:
Amore sembra si venda per poche lire sopra i marciapiedi
a politici, a borghesi ipocriti, a faccendieri e preti.

Pace è stata assassinata dall'egoismo che poi con estrema calma
che poi con estrema calma ha la faccia di plastica
che finge di piangere la sua salma.

Giustizia è stata più fortunata perchè si è soltanto smarrita
nell'aula di un tribunale, da cui non trova più la via d'uscita,
e cosa dire di libertà, per cui avrei dato anche la mia vita,
ma solo adesso mi rendo conto che forse non è mai esistita.

Come se fosse stata immaginata per rifugiarci illusioni e speranze,
ma in realtà avevo solo tre figlie, vittime di eventi e di circostanze.
Ed ora posso solo sperare nella forte del mio nuovo nascituro:
quando verrà alla luce, questo figlio, si chiamerà Futuro.
10月4日

Il circolo vizioso

Ciò che fa paura
che sbiadisce col tempo
che allontana ogni dolore
ma che nutre il tuo cuore
 
 
Ciò che ti raggiunge
dopo ore di rincorse
ciò da cui scappi
ciò di cui non sai
 
 
Ciò che conosci già
che non vorresti rivedere
non su quello stesso viso
non con quello stesso profumo
 
Ciò che ti fa paura
ciò che ti prende senza premura
ciò che ti spaventa
è come una morte lenta
 
vuoto dentro e vuoto fuori
svuotato da ciò che ami, da ciò che sei
mai più avrò paura
mai più mi spaventerò
 
e di nuovo un circolo vizioso
come il cane che morde la coda
sbiadisce nel tempo
e poi di nuovo..Paura
 
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